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Campionati del Mondo di Ciclismo 2013

Il grande ciclismo torna in terra Toscana.

Dal 22 al 29 settembre 2013 i colori dell’Iride si stenderanno qui, lungo le nostre strade, dove il paesaggio è vario e mai monotono, dove basta svoltare in una traversa, da una strada rettilinea e pianeggiante, per trovarsi su un poggio tortuoso o un falsopiano che ti spezza le gambe.

Qui, dove il ciclismo si vive a livello di circolo o di frazione di paese, dove piccoli aspiranti campioni e consumati grandi ciclisti si allenano, la carovana del Campionato del Mondo di Ciclismo 2013 si inchinerà sicuramente dinanzi alla passione per le due ruote, che da queste parti si affetta col coltello.

Nell’attesa che domenica 29 settembre si corra la gara più importante, che deciderà su quale maglia dovrà essere cucita l’Iride 2013, i ricordi vanno indietro nel tempo alle sfide tra Merckx e Gimondi, tra Moser e Saronni, tra Pantani e la vita.

Bruno Giovacchini

P.S.: Babbo Coso tifava per Moser

Comments

  1. Gianpaolo Chighine says:

    Ciao Bruno, e bravo per la riflessione che hai scritto sui Mondiali e sul Ciclismo. Bella!
    Io vivo e lavoro a Firenze….a “mezzo passo” da Piazza della Repubblica dove da Via Tornabuoni e da Via degli Strozzi i corridori piegano in quelle due curve che poi li conducono velocissimi verso il Duomo.
    In tutta sincerità? A me dispiace che fra due giorni i Mondiali Finiscano!
    Il Perché? Per la gente: per quella gente in avanzata età che rivede in Nibali o Cancellara il Coppi o il Bartali di una volta; per i papà che con i loro bambini piccoli aspettano i corridori appoggiati alle transenne….. con le bandierine in mano; per gli occhi dei bambini come il mio che rimangono incantati al passaggio di quelle tute coloratissime; per gli occhi divertiti di chi li vede sfrecciare a 60 all’ora per la prima volta e per chi ama la bicicletta da una vita; per chi cinque minuti prima diceva che non gli importava niente del ciclismo mentre un minuto dopo si ricrede e aspetta ansioso di vederne passare altri. Per quella gente che per una settimana vuole dimenticarsi della crisi, dell’IMU, delle tasse, delle scorribande di letto dei nostri politici e delle loro continue promesse mai mantenute. Mi dispiace che finisca perché dentro di noi, anche se non lo ammettiamo, vorremmo che i Mondiali di ciclismo ci fossero due volte l’anno. Dentro di noi, anche se non lo ammettiamo, abbiamo bisogno di provare emozioni e queste emozioni, questa settimana, ce le stanno regalando quelle centinaia di atleti che pedalano anche contro il pregiudizio scaturito a causa di qualche testa calda che si è dopato. Ci regalano emozioni cercando di ricomporre il vero ciclismo pulito.

    Ciao Bruno, sono Gianpaolo
    (Quello che era a Cattolica e mio babbo è quel Signore a cui manca un braccio)
    A presto.

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